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Il profilo di MissStrongAle
Kabul Hostel - Ciutat Vella
Plaça Reial 17, Barcelona
21.02.2012
Sono scappata da quest’ostello dopo tre soffertissimi giorni di permanenza, benché avessi prenotato per una settimana.
Ha un’unica cosa meravigliosa e invidiabile: la posizione. Personalmente non amo la Rambla, ma i dintorni di Plaça Reial mi hanno affascinata con la loro vita notturna (che, vale sempre la pena ricordarlo, a Barcellona non è così diffusa e immanente come si potrebbe pensare, ma concentrata in alcune zone della città) fatta di localini alla mano e di pub.
Torniamo al Kabul: l’ho trovato pessimo. L’unica cosa graziosa dell’ostello è l’area comune, un salone adiacente la reception in stile vecchio pub irlandese, con la carambola, il calcio balilla e il bar.
Le stanze sono piccole, claustrofobiche, riempite fino all’inverosimile di letti a castello e PUZZOLENTI. Un miasmo dolciastro di rifiuti fermentati che mi sono sentita addosso per settimane.
La struttura è un po’ fatiscente e rattoppata e non si ha mai il senso di pulizia e igiene, né nelle camere né nei bagni.
Ogni pernottante ha a disposizione un pesante armadietto a chiusura magnetica nel quale riporre le proprie cose: la soluzione, per quanto evidentemente sicura, non è bella perché fa pensare ad un carcere ed è anche piuttosto scocciante perché le chiavette magnetiche (che aprono tutto, dall’armadietto, alla porta d’ingresso, all’ascensore) si smagnetizzano continuamente, costringendo a reiterati smadonnamenti notturni e diurni.
Sorpresa delle sorprese, nelle stanze NON CI SONO PRESE DI CORRENTE. Chiedendo la motivazione di quest’infelice scelta alle ragazze della reception (sempre più impegnate a flirtare con l’americano ubriaco di turno che a fare il proprio lavoro) si apprende che, DOPO I NUMEROSI FURTI di cellulari e aggeggi tecnologici lasciati a ricaricare nelle stanze, hanno eliminato il problema alla radice stuccando le prese di corrente. Non pensate di essere propositivi: se avrete l’ardire di suggerire “maccome, e non le potevate mettere dentro gli armadietti magnetici?” diranno di non capire, sorrideranno ebeti e vi comunicheranno che potete lasciare le vostre cose alla reception a caricare.
Parliamo ora della connessione internet: sul sito del Kabul c’è esplicitamente scritto che l’ostello dispone di connessione wi-fi: peccato che i nostri eroi non si siano premurati di precisare che questa NON E’ INCLUSA nel costo del pernottamento. Anche le postazioni PC presenti nella sala comune, una decina in tutto, necessitano dell’inserimento di un codice per andare in rete.
I codici si ottengono acquistando delle card a tempo, la prima viene “gentilmente regalata” all’arrivo e permette di connettersi per UN’ORA in DUE GIORNI (inutile precisare che la connessione non regge e che l’ora trascorre nell’attesa che si carichi qualcosa). Non so dirvi nulla sui costi e la durata delle schede pay, ma non penso ne valga la pena.
Un discorso a parte merita la frequentazione del Kabul: prendete un po’ di centroeuropei misti, abbondate coi francesi, aggiungeteci qualche statunitense e un paio di comitive di canadesi sboccate, spolverate con qualche indiano presuntuoso e ritoccate con la caratteristica trasversale dell’imbecillità, della rumorosità, della tendenza alla sporcizia e dell’amore per le discoteche del Port Olimpic. Ecco fatto!
Un’altra cosa a mio avviso ridicola, ma questo dipende dai gusti, è la ritualità della vita del Kabul, scandita da una serie di momenti collettivi a metà strada tra il più becero villaggio vacanze degli anni ’90 e le vacanze di Fantozzi.
Cominciamo dai pasti. Il Kabul vanta di offrire colazione e cena gratuiti ai propri clienti, salvo precisare che la formula adottata è “fino ad esaurimento scorte”. Ordunque dalle 20:00 in poi potrete assistere al degradante spettacolo di giovinastri col senso del gusto di una pigna vuota ACCALCARSI E SGOMITARE per procacciarsi il rancio e IMBROGLIARE SUBDOLAMENTE per ripetere il giro per più di una volta. Bleah.
Altro rito particolarmente atteso e popolato è la programmazione settimanale delle visite alle discoteche: praticamente il Kabul ha una serie di convenzioni con le discoteche più in voga (e quindi frequentate solo da turisti: turisti mediamente imbecilli) e verso mezzanotte raccoglie i suoi adepti e, organizzando un gioioso trenino incalzato dalle battute di un animatore da strapazzo, conduce i giovani centroeuropei al divertimento, in un clima talmente standardizzato e finto-felice e di divertimento ad ogni costo che, ’nsomma, anche no.
Concludo quest’accorata opinione ricordandovi che il Kabul ha il suo pubblico: numeroso ed entusiasta. E se fate parte di questo pubblico, non è necessario che veniate a raccontarmi quanto il mio giudizio sia sbagliato: compiangetemi come ventitreenne vecchia dentro e andate oltre.
Questa opinione è per coloro i quali non amano questo tipo di atmosfere e pensano di aver trovato un buon posto dove avere una branda per dormire, un bagno per lavarsi e un ambiente dove fare amicizia e invece si trovano in un kindergarden di ragazzini in fregola di acchiappare in discoteca. Peraltro zozzo e puzzolente.
Mercato di Conca d'Oro - Tufello
Via delle Valli 119, all'interno del parco delle Valli, 00199 Roma
21.12.2010
Vinili, grammofoni, orecchini spaiati, modernariato, stoviglie sbreccate, vecchie cartoline, corrispondenza degli anni '20, bambole senza braccia e biciclette senza ruote, numeri a caso di Tex e Topolino, cappotti infeltriti e calzature di dubbio gusto, attrezzi da televendita per tritare le carote e figurine Panini di qualche anno fa.
Se siete affascinati dalle cose che si accumulano nei cassetti delle vecchie zie zitelle, se avete la sindrome da scopritore di piccoli tesori, se credete fermamente all'adagio che recita che l'immondizia di un uomo può essere la fortuna di un altro, non potete assolutamente mancare l'appuntamento col mercato di Conca d'Oro, nel parco delle Valli, ogni Sabato e Domenica dalle nove del mattino alle otto di sera.
A Dicembre vorrebbe reinventarsi come mercatino natalizio rimanendo aperto ogni giorno, ma oltre ad accendere qualche lucina intermittente e ad annodare qualche fiocco rosso, non mi pare che differisca di molto dal mercatino della cianfrusaglia che è nel resto dell'anno.
Enoteca Gep - Trieste
Via Massaciuccoli 16, 00199 Roma
21.12.2010
Un locale veramente grazioso dall'animo molteplice ma non indefinito.
E' un bar ma anche un'enoteca, un posto gradevole dove trascorre una pausa pranzo, ma anche dove fare un buon (e non esoso) aperitivo o prendere un cocktail a tarda sera.
Esattamente di fronte al cinema Lux, dispone di un ambiente interno e di un gazebo coperto. Lo stile è caldo e curato nei dettagli, dominano il legno alternato con i colori forti, le innumerevoli bottiglie di vino e i calici multiformi, il personale è gentile e il clima disteso.
Adatto a serate tra amici, ma anche a piccole festicciole, l'enoteca si occupa anche di catering, pranzi e feste aziendali e vendita al dettaglio di vini e prodotti gastronomici, cesti e strenne.
sotto casa di andrea - Scalo Merci San Lorenzo
Via dei Reti 25, Roma
21.12.2010
Avete mai visto gruppi di persone più-che-ventenni accapigliarsi per una sfida a Dr. Why? Pigiare ossessivamente un telecomando? Contestare i risultati, animarsi e guardare l'avversario in cagnesco?
Sotto casa di Andrea troverete questo ed altro, assieme alle serate revival e ai concerti dei gruppi "emergenti" (che tradizionalmente non conosce mai nessuno).
Il locale non è granché, ma l'atmosfera è gradevole e ben si presta a serate tra amici un po' caciarone, un po' trash.
Come al solito è piuttosto fastidioso dover versare "l'obolo" (che ora ammonta a ben sei euro) per fare la fantomatica tessera dell'associazione culturale, soprattutto se (armati di buon senso) si decide di non tornarci abitualmente.
Vida do Brasil - Roma
via del pigneto 22, Roma
21.12.2010
Beh sì, oltre quello che vorrebbe essere un clima festoso à la Sao Paulo c'è un locale piuttosto approssimativo, nello stile, nel servizio, nella gestione, nella scompostezza dell'avventore medio. Un posto un po' claustrofobico, fatto per bere e andare via.
Nulla di particolarmente sgradevole, ma da qui a definirlo un appuntamento inevitabile della movida romana, direi che ce ne passa.
La Mucca Bischera - Scalo Merci San Lorenzo
via degli equi 52, Roma
20.12.2010
Buona carne a prezzi non esattamente popolari, ma anche pizze e pesce, primi della tradizione romana e tanti antipasti.
Uno spazio articolato che offre anche la possibilità di accomodarsi all'esterno, sempre molto frequentato ma non per questo caotico. Il servizio è veloce, forse un po' sbrigativo, l'atmosfera è informale e lo stile rustico.
Alcuni tagli di carne sono davvero buoni e ben cucinati, ma i prezzi sono un po' esosi e decisamente inaspettati per San Lorenzo.
Rocco Giocattoli - Trieste
Viale Libia 16, Roma
18.12.2010
Ecco, l'ho rifatto.
A pochi passi da casa ho questo bel negozio di giocattoli, molto fornito e articolato e succede da qualche anno che in un giorno imprecisato prima di Natale mi ci infilo dentro e ci passo un'oretta in composta adorazione.
Un delirio di bambini e di richieste, di Barbie (le uniche immortali) e di macchinine, di omaccioni in Lego e di giochi di società (quelli mi tentano sempre), di camper rosa e di monopattini dell'ultimo eroe dei cartoon...
Un'esperienza notevole e molto natalizia, a prova di nervi saldi e di salto al bambino (si infilano dovunque, ti fanno inciampare, sgusciano dappertutto), il posto ideale dove svelare che Babbo Natale non esiste (lo so, anche voi desiderereste farlo di tanto in tanto) e dove sentirvi estremamente vecchi constatando che i giochi che ricordavate voi semplicemente non esistono più.
Amarezza, tenerezza, nervi saldi, e desiderio di ridicolizzare gli amici a Natale proponendogli una sfida all'ultimo, temibilissimo, Trivial Pursuit (del quale voi potrete sbirciare le risposte in anticipo, oppure no): questi gli ingredienti immancabili per una visita a Rocco Giocattoli.
#XMAS
Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo - Flaminio
V. Guido Reni 6, 00196 Roma
18.12.2010
Una struttura entusiasmante che già da sola merita una visita: a metà strada tra un enorme giardino zen (bellissimi gli inserti di pietra nella pavimentazione del cortile esterno) e una riuscita espressione di quell'avvenirismo tanto anni '90, fatto di linee morbide alternate a figure geometriche, di vetro e di cemento a vista.
All'interno il percorso si fa morbido: nessuna scelta obbligata nè ordine da seguire. La parola d'ordine è addentrarsi e perdersi, camminare ricorsivamente e infine trovare la strada.
Bellissimo, davvero.
Auditorium parco della musica - Flaminio
viale Pietro de Coubertin, Quartiere Flamnio- villaggio Olimpico, Roma
05.12.2010
(aggiornata il 14.12.2010)
Più che dell'auditorium, oggi vorrei raccontarvi dell'evento "Natale all'Auditorium" che colorerà la struttura di lucine intermittenti dal 4 Dicembre fino al 9 Gennaio.
Ora, sarà che io sono in fibrillazione natalizia (e non mi succedeva più o meno dal '98), ma ho trovato deliziosa l'atmosfera dell'auditorium vestito a festa.
La pista da pattinaggio, gli stand di prodotti tipici e dolciumi (pane carasau, olive piccanti, taralli d'ogni foggia, cioccolate, cioccolatini e cioccolata calda...), le bancarelle di sciarpe, cappelli e chincaglierie e la piccola esposizione di creazioni vintage, dai cappotti di patchwork alle meduse di vetro soffiato. E poi la casetta di Babbo Natale con un Santa insolitamente smilzo, i tavolini a ridosso della pista ghiacciata dai quali potersi godere lo spettacolo dei bambini puffettosi avviluppati in sciarpe e sciarpette e dei loro genitori più o meno apprensivi. E ancora i due bellissimi spazi di ristoro al coperto, il bar e il ristorante, entrambi curati nel servizio e gradevoli nell'atmosfera, distinta sì, ma stemperata dalla massiccia presenza di zompettanti bambini, e di palloncini e di zuccheri filati e di piccoli capricci.
L'auditorium è uno spazio veramente molto bello, perché la sua geometria composita, fatta di pieni e di vuoti e di luoghi all'aperto articolati e raccolti, ben si presta ad accogliere un pubblico eterogeneo, familiare, mediamente festante e vivace.
Degno di nota anche il ricco calendario di attività parallele: dal laboratorio di canto corale popolare alla mostra fotografica "Dove dormono i bambini", di grande impatto emotivo.
E' domenica 5 Dicembre, mancano 20 giorni a Natale e il mio insolitamente acuito senso per la neve oggi, all'auditorium, ha fatto le capriole.
#XMAS
Superconvenienza di Zheng Zhixion - Trieste
Viale Somalia, 00199 Roma
14.12.2010
Il mio negozio cinese di fiducia.
C'è tutto ciò di cui non avete bisogno e il bisogno che non avevate prima di entrare.
iPhone tarocchi, mouse a forma di coccinelle, fresatrici per unghie, trucchi de La Jolie, aspirapolveri da tastiera e Rizla king size oltre ad una deliziosissima selezione di intimo da battona, di Maneki Neko ad energia solare e di prodotti stagionali che vanno dai cappelli da strega alle lucine per l'albero.
Adorabili inutilità a parte, questo negozio offre anche articoli per la pulizia della casa e della persona, piccoli elettrodomestici, stoviglie e cancelleria a prezzi onesti.
- Roma 288 opinioni
- Trieste, Roma 28 opinioni
- Scalo Merci San Lorenzo, Roma 11 opinioni
- Flaminio, Roma 6 opinioni
- Nomentana, Roma 5 opinioni
- Vedi altro
- Trastevere, Roma 4 opinioni
- Prati, Roma 4 opinioni
- Tiburtino, Roma 2 opinioni
- Monte Sacro, Roma 2 opinioni
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